Aṅguttara Nikāya

Kayasakkhi Sutta

9.43. Testimone fisico

[Udayin:] “‘Testimone fisico, testimone fisico’, è detto. Come è descritto dal Beato un testimone fisico?”

[Ananda:] Quando un monaco, estraneo alla sensualità, estraneo alle qualità nocive, entra e dimora nel primo jhana: estasi e piacere nati dal distacco, accompagnati dall’idea razionale e dal pensiero discorsivo. Egli rimane a toccare con il suo corpo ogni fenomeno finchè c’è un’entrata. Così è descritto dal Beato un testimone fisico.

“Inoltre, quando un monaco, libero dall’idea razionale e dal pensiero discorsivo, entra e dimora nel secondo jhana: nato dalla concentrazione e pieno di estasi e di gioia. Così è descritto dal Beato un testimone fisico.

“Inoltre, quando un monaco, con lo svanire dell’estasi dimora nell’equanimità, attento e mentalmente presente, sperimentando il piacere fisico, entra e dimora nel terzo jhana di cui i Nobili dichiarano: ‘Equanime e mentalmente presente.’ Così è descritto dal Beato un testimone fisico.

“Inoltre, quando un monaco, con l’abbandono del piacere e del dolore—con la scomparsa della gioia e dell’angoscia—entra e dimora nel quarto jhana: purezza dell’equanimità e della consapevolezza, nè-piacere-né-dolore. Così è descritto dal Beato un testimone fisico.”