Aṅguttara Nikāya

Ubhatobhaga Sutta

9.45. (liberato) In entrambi i Modi

[Udayin:] “‘Liberato in entrambi i modi, liberato in entrambi i modi’, è detto. Come è descritto dal Beato liberato in entrambi i modi?”

[Ananda:] Quando un monaco, estraneo alla sensualità e alle qualità nocive, entra e dimora nel primo jhana: estasi e piacere nati dal distacco, accompagnati dall’idea razionale e dal pensiero discorsivo. Lui rimane toccando col suo corpo dove c’è un’entrata, e lui lo sa attraverso la conoscenza.

“Inoltre, libero dall’idea razionale e dal pensiero discorsivo, lui entra e dimora nel secondo jhana… nel terzo jhana… nel quarto jhana… nella dimensione dell’infinità dello spazio… nella dimensione dell’infinità della coscienza… nella dimensione della vacuità… nella dimensione della ‘né percezione né non-percezione’. Lui rimane toccando col suo corpo dove c’è un’entrata, e lui lo sa attraverso la conoscenza.

“Inoltre, trascendendo la dimensione della ‘né percezione né non-percezione’, lui entra e dimora nella cessazione della percezione e della sensazione. E attraverso la perfetta conoscenza, gli influssi impuri mentali finiscono. Lui rimane toccando col suo corpo dove c’è un’entrata, e lui lo sa attraverso la conoscenza. In questo modo è descritto dal Beato liberato in entrambi i modi.”