Itivuttaka

La Sezione Delle Coppie

38.

Questo è stato detto dal Beato, è stato detto dall’Arahant, e così ho sentito: “Due pensieri vengono spesso in mente al Tathagata, il Perfettamente Risvegliato: quello della sicurezza e quello dell’isolamento.

“Il Tathagata gioisce e gode nel non commettere azioni malvagie. Questo pensiero ricorre spesso nella sua mente: ‘Con questo comportamento io non reco danno a nessun essere vivente, sia debole sia forte.’

“Il Tathagata gioisce e gode nell’isolamento. Questo pensiero ricorre spesso nella sua mente: ‘Tutto ciò che non è salutare è stato abbandonato.’

“Così, monaci, dovete anche voi gioire e godere nel non commettere azioni malvagie. Così questo pensiero ricorrerà spesso nella vostra mente: ‘Con questo comportamento noi non rechiamo danno a nessun essere vivente, sia debole sia forte.’

“Così, monaci, dovete anche voi gioire e godere nell’isolamento. Questo pensiero ricorrerà spesso nella vostra mente: ‘Cos’è non salutare? Cosa non abbiamo ancora abbandonato? Cosa stiamo abbandonando?’”

Al Tathagata,
il risvegliato,
che ha vinto ciò che è duro da vincere,
due pensieri ricorrono nella sua mente:
la sicurezza è il primo;
l’isolamento è il secondo.
Il dissipatore dell’oscurità, libero
dalle impurità,
il grande veggente
colui che è andato oltre,
ed ha raggiunto la meta suprema,
di profonda conoscenza,
vinto i veleni;
colui che ha distrutto la brama:
quel saggio
porta il suo ultimo corpo,
che ha sconfitto Mara, io vi dico,
superando la vecchiaia.
Così come uno che sta sul picco di una montagna
vede le persone che sono sotto,
così il saggio,
che tutto vede,
avendo scalato la torre
del Dhamma,
avendo superato la sofferenza,
scorge tutti coloro oppressi dalla sofferenza,
vinti dalla vecchiaia e dalla morte.