Itivuttaka

La Sezione Delle Triadi

83.

Questo è stato detto dal Beato, è stato detto dall’Arahant, e così ho sentito: “Quando un deva sta per morire, cinque presagi appaiono: la sua ghirlanda appassisce, i suoi vestiti si sporcano, il sudore traspira dalle sue ascelle, una mancanza di luce discende sul suo corpo, ed egli non gode più del suo trono celeste. I deva, sapendo che ‘Questo figlio dei deva sta per discendere dalla sua condizione,’ lo incoraggiano con tre frasi: “Vai via da qui, venerato, verso una buona nascita. Raggiunta una buona nascita, ottieni ciò che è buono ottenere. E avendo ottenuto ciò che è buono ottenere, stabilizzati in esso.’”

Detto ciò, un monaco chiese al Beato: “Qual è, signore, la buona nascita riconosciuta dai deva? Cosa è considerato buono ottenere? Cosa è riconosciuto come ben stabilizzato?”

“L’umana esistenza, monaci, è riconosciuta dai deva come una buona nascita. Divenendo un essere umano, acquisendo la fede nel Dhamma e nel Vinaya insegnati dal Tathagata: ciò dai deva è considerato buono ottenere. Quando quella fede in lui si stabilizza—radicata, salda e forte, e non può essere distrutta da qualche asceta o bramano; deva, Mara, o Brahma; o qualsiasi altro al mondo: ciò è riconosciuto dai deva come ben stabilizzato.”

Quando un deva muore
lasciando il mondo dei deva
tre suoni echeggiano
—l’incoraggiamento degli altri deva.
‘Vai via da qui,
venerato,
verso una buona nascita,
in compagnia
degli esseri umani.
Col divenire un essere umano,
acquisisci la fede
insuperabile
nel vero Dhamma.
Questa tua fede
nel vero Dhamma, ben insegnata,
si stabilizzerà,
radicata,
salda,
—incrollabile
finchè vivrai.
Avendo abbandonato
la cattiva condotta fisica,
la cattiva condotta verbale,
la cattiva condotta mentale,
e qualsiasi altra cattiva condotta;
avendo compiuto ciò che è salutare col corpo,
con la parola,
e con la mente
libero dagli aggregati,
poi—avendo compiuto
atti meritori
tramite la generosità—
convincerai altri mortali
nel vero Dhamma e
nella vita santa.’
Con questa compassione, i deva—
Sapendo che un altro deva sta per morire—
Lo incoraggiano
‘Ritorna, deva,
ancora e ancora.’