Saṃyutta Nikāya

Samudda Sutta

13.8. L’Oceano

A Savatthi. “Supponete, monaci che il grande oceano si estinguesse totalmente, a parte due o tre gocce di acqua. Cosa pensate? Quali sarebbero più grandi: l’acqua nel grande oceano che si è estinto o le due o tre gocce rimanenti d’acqua?”

“Signore, l’acqua nel grande oceano che si è estinto, sarebbe di certo più grande. Le due o tre gocce rimanenti di acqua sarebbero quasi nulla. Non sono un centesimo, un millesimo, un centomillesimo—le due o tre gocce rimanenti di acqua—comparate con l’acqua nel grande oceano ormai estinto.”

“Allo stesso modo, monaci, per un discepolo dei nobili, compiuto nella retta visione, ‘entrato nella corrente’, la sofferenza e il dolore sono totalmente distrutti. Ciò che resta del tempo durante sette rinascite non è praticamente niente: non è un centesimo, un millesimo, un centomillesimo, quando lo si paragona con la precedente massa di sofferenza. È là la grandezza del beneficio di seguire e praticare il Dhamma, monaci. È là la grandezza del beneficio di ottenere l’occhio del Dhamma.”