Saṃyutta Nikāya

Jinna Sutta

16.5. Vecchio

Così ho sentito. Una volta il Benedetto soggiornava presso Rajagaha nel Boschetto di Bambù, al Santuario degli Scoiattoli. Quindi il Ven. Maha Kassapa andò dal Benedetto e, dopo averlo salutato riverentemente si sedette accanto. Appena seduto il Benedetto gli disse: “Sei vecchio, ormai, Kassapa. Le tue vesti sono fatte di stracci di canapa e sono pesanti per te. Quindi indossa vesti donate da capifamiglia, mangia i cibi offerti e vivi vicino a me.”

“Signore, per molto tempo ho vissuto nella foresta. Sono stato un mendicante e ho celebrato la mendicità. Ho indossato abiti fatti di stracci e ho celebrato la povertà. … Sono stato modesto e ho celebrato la modestia. Sono stato contento e ho celebrato la contentezza. Sono stato un asceta e ho celebrato l’ascetismo. Sono stato libero e ho celebrato la liberazione. Ho tenuto la mia persistenza svegliata e ho celebrato la persistenza svegliata.”

“Ma, Kassapa, che irresistibile ragione vedi nel fatto di vivere per molto tempo nella foresta e di avere celebrato la vita nella foresta… di tenere la tua persistenza svegliata e di aver celebrato la persistenza svegliata?”

“Signore, vedo due irresistibili ragioni per aver vissuto molto tempo nella foresta e di aver celebrato la vita nella foresta… di aver tenuto la mia persistenza svegliata e di aver celebrato la persistenza svegliata: vedendo una piacevole fede per me in questa esistenza, e una sensibile comprensione per le generazioni future: ‘Forse le generazioni future la prenderanno come esempio: “Sembra che i discepoli del Risvegliato e i Risvegliati dopo di lui vissero per molto tempo nella foresta e celebrarono la vita nella foresta; erano mendicanti e celebrarono la mendicità; indossarono stracci e celebrarono la povertà; erano modesti e celebrarono la modestia; erano contenti e celebrarono la contentezza; erano asceti e celebrarono l’ascetismo; erano liberi e celebrarono la liberazione; tennero la loro persistenza svegliata e celebrarono la persistenza svegliata” . ‘”

“Bene, Kassapa. Molto bene. Sembra che tu pratichi per la felicità di molti, pieno di compassione per il mondo, per il beneficio di tutti e per la felicità di esseri umani e divini. Quindi continua ad indossare le vesti fatte di stracci di canapa, vai per elemosine e vivi nella foresta.”