Saṃyutta Nikāya

Tapokamma Sutta

4.1. Pratica austera

1. Così ho sentito. Subito dopo il Risveglio, il Beato soggiornava a Savatthi sulle rive del fiume Nerañjara, ai piedi dell’albero Ajapala.

2. Mentre il Beato era in meditazione gli apparve questo pensiero: “Sono libero da quella difficile pratica. E’ un bene che mi sia liberato da quella difficile pratica. Sono mentalmente presente ed ho raggiunto l’Illuminazione!”

3. Allora Mara il Maligno conoscendo il pensiero che era sorto al Beato, si avvicinò e recitò questa stanza al Beato:

“Senza sviluppare le austerità, come può un essere umano purificarsi?
Chi è impuro pensa di essere puro, tu hai smarrito il sentiero della purezza.”

4. Il Beato, riconoscendolo, replicò con questa stanza:

“Io conosco l’inefficacia di tutte le austerità,
di tutte quelle inutili che rimuovono la rettitudine.
Io conosco il sentiero per sviluppare ogni virtù, concentrazione e saggezza.
Io ho raggiunto la sublime purezza. Vattene! Sei finito!”

5. Quindi Mara il Maligno—triste e abbattuto, comprese: “Il Benedetto mi conosce.” e scomparve.