Saṃyutta Nikāya

Patta Sutta

4.16. Ciotole per l’elemosina

1. Il Beato soggiornava a Savatthi. In quella occasione il Beato stava istruendo, incitando e allietando i monaci con un discorso sui cinque gruppi dell’attaccamento. Anche i monaci ascoltavano con attenzione per comprendere ogni principio.

2. Allora Mara il Maligno pensò: “L’asceta Gotama sta istruendo, incitando e allietando i monaci con un discorso sui cinque gruppi dell’attaccamento. Anche i monaci stanno ascoltando con attenzione per comprendere ogni principio. Se mi avvicinassi all’asceta Gotama per disturbarlo?”

3. In quella occasione molti monaci avevano lasciato le loro ciotole lontano da loro.

4. Allora Mara il Maligno si avvicinò alle ciotole con le sembianze di un bufalo.

5. Quindi un monaco disse ad un altro monaco: “Monaco, un bufalo si è avvicinato alle ciotole e potrebbe distruggerle.”

6. Sentendo queste parole il Beato disse: “Monaco, non è un bufalo, è Mara il Maligno che cerca di distrarvi.”

7. Il Beato riconoscendo Mara il Maligno gli recitò questa stanza:

“Ogni realtà, materia, sensazioni, percezioni, conoscenza e realtà condizionate
non sono me. Non sono mie. Perciò da esse distaccatevi.
Quel distacco è pace, che va al di là di ogni legame.
Anche se lo si cerca ovunque, neanche le forze di Mara possono trovarvi” .