Sutta Nipāta

Dhammacariya Sutta

2.6. La cattiva condotta

“La pratica del Dhamma, [Dhammacariya ] la pratica della castità, [Brahmacariya, la vita divina, la pratica della purezza e della castità] si dice che la padronanza di queste cose appartiene a colui che ha lasciato la vita domestica per intraprendere la vita religiosa . Ma se è ciarliero e, come un bruto, ama fare del male agli altri, la sua vita diviene miserabile ed accresce la sua impurità.

“Un monaco litigioso avvolto nelle illusioni, non comprende il Dhamma insegnato e proclamato dal Risvegliato. Ingiuriando coloro che si sono evoluti nella pratica della meditazione, lasciandosi guidare dall’ignoranza, non comprende che l’impurità conduce all’inferno Niraya. Cadendo precipitosamente, di grembo in grembo, di tenebre in tenebre, un tale monaco sarà sempre soggetto alla sofferenza.

“Come una fossa piena di escrementi, dopo molti anni, è difficile da pulire, allo stesso modo è difficile da purificare colui che è pieno di impurità. O monaci, chi conosce un tale monaco, colmo di desideri malsani, di pensieri nocivi, che ha un cattivo comportamento e cattive frequentazioni, evitatelo, spazzatelo via come polvere, eliminate i rifiuti. Scartatelo come la pula. Avendo cacciato coloro che hanno dei desideri malsani, dei cattivi comportamenti ed atteggiamenti, siate puri ed attenti, convivete con i puri. Quindi uniti e vigili, porrete fine alla sofferenza.”