Sutta Nipāta

Upasiva-manava-puccha

5.6. Le domande di Upasiva

[Upasiva:]

Da solo, Sakya, e senza nessuna guida,
non sarò in grado di attraversare
il grande flusso.
Indicami, Onniveggente,
un sostegno in modo da
poter attraversare questo flusso.

[Il Buddha:]

Concentrato con presenza mentale sulla vacuità, [la dimensione della vacuità, uno dei quattro livelli di assorbimento mentale (jhana), dopo la dimensione dell’infinità della coscienza, concentrandosi sulla percezione del nulla.]

confidando sul ‘Nulla’.
dovresti attraversare il flusso.
Dopo aver abbandonato i piaceri dei sensi,
astenendosi dalle chiacchiere,
osserverai la distruzione
della brama, giorno e notte.

[Upasiva:]

Colui che è libero da cupidigia
per tutti i piaceri sensuali
confidando sulla vacuità, abbandonando tutto il resto,
liberato nella suprema liberazione della percezione:
Dimorerà sereno in quella dimensione?

[Il Buddha:]

Colui che è libero da cupidigia
per tutti i piaceri sensuali
confidando sulla vacuità, abbandonando tutto il resto,
liberato nella suprema liberazione della percezione:
Dimorerà sereno in quella dimensione.

[Upasiva:]

Se rimane in quella dimensione, Onniveggente,
sereno per molti anni,
rettamente
sarà sereno e liberato?
Avrà una simile coscienza?

[Il Buddha:]

Come una fiamma spenta dalla forza del vento
si estingue
e non può più essere identificata,
così il saggio libero dal nome
estinguendosi
non può più essere identificato.

[Upasiva:]

Colui che si estingue:
non esiste,
o eternamente
è libero dal dolore?
Ti prego, saggio, spiegami
come questo fenomeno è stato da te ben compreso.

[Il Buddha:]

Colui che si estingue
non ha più forma
ciò che dicono gli altri—
per lui non esiste.
Quando tutti i fenomeni sono fatti distrutti
ogni loro significato
è stato anch’esso distrutto.